Questa foto riproduce una carta della Sicilia, redatta da geografi austriaci nel 1747. Davvero una preziosa rarità che ho trovato, qualche anno fa, presso una libreria antiquario di Budapest. La sua peculiarità consiste nel fatto che è molto dettagliata, precisa. E'una della pochissime nella quale figura il nome di Ioppolo. Bisogna ingrandire bene per rilevarlo. Ho messo una crocetta per facilitarne l'individuazione. (a.s.)
mercoledì 5 novembre 2014
IOPPOLO IN UNA CARTA GEOGRAFICA DEL 1747
Questa foto riproduce una carta della Sicilia, redatta da geografi austriaci nel 1747. Davvero una preziosa rarità che ho trovato, qualche anno fa, presso una libreria antiquario di Budapest. La sua peculiarità consiste nel fatto che è molto dettagliata, precisa. E'una della pochissime nella quale figura il nome di Ioppolo. Bisogna ingrandire bene per rilevarlo. Ho messo una crocetta per facilitarne l'individuazione. (a.s.)
giovedì 30 ottobre 2014
IOPPOLO 1979: "LA CONQUISTA " CIVILE DEL CASTELLO

Il sottostante file contiene una pagina de "L'unità" (del 22 maggio 1979) con un mio articolo nel quale illustro l'ipotesi avanzata dall'amministrazione popolare e di sinistra dell'epoca di acquisire il castello e l'annesso parco per farne un "centro culturale polivalente" e un luogo di svago a dispozione delle popolazioni di Ioppolo G. e di altri comuni vicini.
Ricordo che intervenni personalmente più volte presso l'on. Piersanti Mattarella, presidente della Regione siciliana, il quale si mostrò molto sensibile alla nostra richiesta e dispose l'accantonamento di mezzo miliardo di lire per il finanziamento del progetto. Purtroppo, gli amministratori locali non riuscirono a sfruttare l'occasione e, trascorso invano un certo tempo, il finanziamento fu dirottato dalla Regione per altre iniziative. Noi immaginammo il recupero del castello come una specie di "conquista" popolare, democratica, in qualche modo, giustificata dal fatto che fu edificato, verso la metà del '700, grazie ai lauti proventi derivanti dal duro lavoro e dall'agricoltura di Ioppolo G.
Fallita l'iniziativa pubblica,oggi, questo bene è proprietà di una società privata che sta realizzando un progetto di recupero e di valorizzazione a fini turistici.
Ci auguriamo che tale intrapresa possa almeno dare una risposta al paese, ai giovani ioppolesi in particolare, in termini economici, sociali e culturali. (a.s.)
http://archiviostorico.unita.it/cgi-bin/highlightPdf.cgi?t=ebook&file=/archivio/uni_1979_05/19790522_0028.pdf&query=Roberto%20Arduini
lunedì 13 ottobre 2014
TRAMONTO A "MILIONE"
giovedì 9 ottobre 2014
ELOGIO DELLA FICODINDIA SICILIANA






Più che un elogio,presento alcune mie foto a conferma della bontà e dell'utilità sociale di questa pianta, dono del Messico alla Sicilia quando, entrambi, erano parti dello stesso Impero, sul quale- come si pavoneggiava l'imperatore Carlo V- "il sole non tramonta mai".
Oggi, questa frutta, turgida e squisita, è solo una goduria per fini palati. Qualche tempo fa era una fonte importante di alimentazione per gli uomini e per le bestie. Quanta fame ha lenito la ficodindia! Per tutto ciò, ed altro, dovremo essere grati a questo nobile cactus e non biasimarlo come talvolta accade o, addirittura, pensare di lasciarlo estinguere- come pensano gli euroburocrati di Bruxelles- perchè non autoctono. Se lasciassimo vivere solo le piante, gli ortaggi autoctoni all'Europa resterebbe ben poca cosa. A parte gli OGM e i superburocrati... Ma il ficodindia ha le spine e, all'occorrenza, le saprà usare per difendersi. Ho messo anche una foto della "nostra" Luna, ieri sera a Giancaxio. Per saperne di più e soprattutto per gustare questa squisitezza e i suoi derivati c'è una sagra dal 17 al 19 ottobre a Roccapalumba (Pa):http://www.siciliainfesta.com/sagre/sagra_del_ficodindia_roccapalumba.htm
Saluti. a.s.
domenica 14 settembre 2014
mercoledì 10 settembre 2014
MACALUBE, FINE DI UN MITO
Macalube, fine di un mito....................................................................................
di Agostino Spataro
"La pretesa della scienza di spiegare tutti i segreti della natura e della vita, la sua implacabile razionalità, sta distruggendo la fantasia, i miti. Un esempio. Per millenni, si è creduto che il gorgoglio dei vulcani nani delle Macalube, con al centro il famoso “occhiu”, fosse effetto di un fenomeno misterioso collegato alla fucina di Vulcano.
Secondo la leggenda, su questo pianoro, oggi grigio e desolato, sorgeva una Cartagine sicula che fu inghiottita da uno dei tanti suoi violenti ribaltamenti che accadrebbero a cadenza settennale.
Noi, abitanti delle terre intorno, siamo cresciuti col mito e col terrore delle Macalube (dall’arabo “macqlub” ossia disordine), di questo caos primordiale che chissà quali misteri e ricchezze contiene nelle sue viscere.
Ognuno era libero d’immaginare. Nascevano, così, nelle nostre menti abbacinate città meravigliose, ricche d’oro e d’incensi, templi pagani, sommi sacerdoti, processioni e danze di fanciulle sempre vergini.
La “nostra” Cartagine era bella, ricca e potente quasi quanto quella africana che l’ha generò a suo modello. Certo, era un sogno. Un sogno benefico, quasi necessario, che un po’ ci risarciva del nostro miserabile vissuto.
Un giorno tutto questo svanì. Ad Aragona giunse la scienza, razionale e spietata, impersonata dallo stimato professor Marcello Carapezza, il quale sentenziò che il fenomeno era dovuto a una banale fuoriuscita di metano che, trovando occluse dal fango le vie di risalita, si comprime dentro le cavità naturali e infine esplode, violentemente.
In verità, la “cosa” già si sospettava, si sapeva. Tuttavia, intimamente, si sperava che non fosse confermata col sigillo della scienza. Per continuare a sognare, a fantasticare sulla Cartagine nostrana.
La televisione completò l’opera di demolizione: fortunosamente, un operatore di Teleacras riuscì, per la prima volta, a filmare il tumultuoso, roboante “ribaltamento”.
Oggi, di Macalube sappiamo tutto: i misteri svelati, i miti abbattuti. La scienza, bellezza! Così è, per davvero.
Eppure, ogni volta che guardo quel pianoro brullo mi sembra che la scienza ci abbia rubato qualcosa. Perciò, prendetevi tutto ma, per favore, lasciateci i miti!"..................................................................
(Foto: riserva naturale Macalube)..............................................................................
dal mio "I giardini della nobile brigata" in http://www.amazon.com/GIARDINI-NOBILE-BRIGATA-Italian-Edition-ebook/dp/B00JLD0AAW#reader_B00JLD0AAW)..............................................................................
domenica 8 giugno 2014
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